In falsa morte del fratello Giovanni
Gennaio 5, 2008 di raldo
Ore 3.20
Un telefono squilla, assordante, costante, rumoroso. Sostituisce per un attimo ciò che le mie casse fanno tutta la notte. Finché non le spengo. Mi avvicino alla porta, Indugio, timore di telefonate oscene. Mi faccio coraggio e penso alle aziende americane a cui rifilo ogni volta il mio numero di telefono convinto che non chiameranno mai. Rispondo. Una voce convinta e calma, con spiccato accento avellinese mi parla dall’altro lato della cornetta:
“Pronto?”
“Ciao, c’è Giovanna?”
“Chi è?”
“So’ Tommasino”
“Non la conosco, cosa vuole alle 3 di notte?”
“E’ successo un bordello, è morto Zio Giovanni. Chiama Giovanna.”
“Sta dormendo, e mi sembra una cosa abbastanza delicata.”
“Ok, fammi richiamare, il funerale è domani sera.”
“Va bene. Condoglianze, sebbene non la conosca.”
“Arrivederci”
“Cià”
Appoggio il telefono e penso. E’ la prima volta che annuncio una morte. Per giunta di una persona che non conosco. Chiedo consiglio al prode Corrado, quindi entro in camera dei miei.
“Mà, è morto Zio Giovanni.”
“E chi è Zio Giovanni?”
Fermosi. Forse è il Natale che se ne va….
