Sogno Numero B
Febbraio 3, 2008 di raldo
Stavolta qualcosa di meno complicato.
Notte. Notte profonda. Immerso nella benedetta pace di cui gode questo dannato posto di notte come di giorno, mi avvio come volevo fare qualche sera fa, nella parte alta della piazzetta, che oltre ad essere tremendamente misteriosa, ha una certa aria medievaleggiante. Arie e impressioni che naturalmente non possono far altro che popolare i miei sogni, per cui, al posto del monastero in rovina e del palazzo comunale, mi ritrovo davanti ad una piazzetta in pendenza dello stile di piazza Pitti, antistante a un curioso castello in pietra dalla forma di un cilindro steso, in un’altro contesto l’avrei detta un’eccentrica residenza estiva. Qui, sulla destra, mi affaccio a una piccola porta di piccole dimensioni, scendo una rampa di scale e constato la presenza di molto vino. Blindato. Al che sento delle voci e mi nascondo nel sottoscala. Poi nel buio, mi sveglio per l’impiccagione di Miche’.
