Our Longcat,
who art being held up,
Looooong be thy torso.
Thy legs never come,
thy will be done on earth as you stretch off into heaven.
Give us this day,
our daily longcat,
and forgive us our fapping,
as the cats that god kills because of it forgive us,
and lead us not into failure,
but deliver us from furfags.
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Posted in bears, fagioli magici, idilli, incubi, irollo, moar!, contrassegnato da tag 60 euro d'iscrizione?, anna pizza, fagioli magici, guido e' dedicato a te, mistiche avventure, scuola on Gennaio 22, 2008 | 1 Commento »
Primo pomeriggio, chiamata solita:
“Pronto Clemmente? E’ martedi, so che oggi non fai niente, quindi accompagnami a Cicciano.”
“Che ora? 4.20 va bene?”
“Si, benissimo, passiamo poi a prendere Paolo”
Ore 4.37
Me raggiunge la stazione in procinto di prendere il treno. C’e’ un ma, Paolo non l’ho chiamato. Ci avviamo a casa sua, perdiamo anche il bus e aspettiamo [...]
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Posted in 3 di notte, fagioli magici, inverno, opere private, contrassegnato da tag assurdità, lavare in terra, pezza, vernice caduta, vernice e basta, viola on Gennaio 8, 2008 | Non ci sono Commenti »
“Madre. E’ con tutto l’affetto che ti dico queste parole: non potrai sempre avere a cuore il mio futuro. Ci saranno un giorno domande, alle quali tu non potrai più dare risposta in mia vece. Domande come -con chi esce mio figlio? è davvero felice? Perchè la mia pezza per lavare è viola? Per…”
“Cioè cioè, [...]
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“Certo che fa caldo qui dentro eh!” borbottò l’uomo col cappello, “tutto questo gas, sprecato per starsene a 20° in un sotterraneo.”. La sorta di atrio in cui l’uomo si trovava era spoglio ed era arredato solo con un mobiletto in legno che cercava d’esser scaffale e una stufetta a gas egoista d’ossigeno. Tale sgabuzzino, [...]
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Ore 3.20
Un telefono squilla, assordante, costante, rumoroso. Sostituisce per un attimo ciò che le mie casse fanno tutta la notte. Finché non le spengo. Mi avvicino alla porta, Indugio, timore di telefonate oscene. Mi faccio coraggio e penso alle aziende americane a cui rifilo ogni volta il mio numero di telefono convinto che non chiameranno [...]
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Del pensiero al contrario che
Volino i pesci e i rapaci in terra messi
Nella valle del re Cremisi,
E’ fandonia assai comune
Che della terra sia Padrone.
Entro essa, risa pel blasfemo
E ansia per l’Eterno credulone
Della paura servo.
Mi sono preso la libertà di scrivere questa piccola ripicca. Preferibilmente, la si eviti.
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http://www.stefanobroli.it/raduno/IV-stato.jpg
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In tristi botti, soavi bacche
Le gravità opprimevano
Ch’ogni suono era rumore
Nel cavo del tamburo
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